Fonti di introito da Pubblicità

ver. 1.0 (L6)
First Issue 14.09.2013

Oltre ai ricavi e conseguenti guadagni dati dalla vendita di prodotti attraverso soluzioni più o meno spinte di commercio elettronico e/o marketplace, esistono ulteriori metodi per ricavare degli utili da un sito web sia che questo si occupi di eCommerce che un semplice Blog generalista o forum.

Quella legata al valore dell’informazione, prerogativa dei grandi protagonisti dello scenario web o di specialisti su alcune specifiche tipologie di mercato, non verrà presa in esame ma esso rappresenta talvolta una fonte di introiti maggiore di quelli pubblicitari, basti pensare a società, di cui si sente parlare spesso, che raggiungono quotazioni di borsa estremamente alte solo perché i loro database sono ricchi di dati vendibili e sfruttabili da terzi.

Mi permetto solo di mettere in guardia chi, troppo spesso, senza leggere, acconsente a termini d’utilizzo, privacy e consenso nel trattamento dei dati, che verranno forniti anche a terzi a propria “quasi insaputa”.

Una delle fonti di reddito che può risultare importante per un sito è quella data dai ricavi pubblicitari basti pensare ad AdSense di Google oppure ai vari programmi di affiliazione sulla vendita con pagamento PPP : Pay per performance.
Tra questi ultimi il programma di affiliazione Amazon è sicuramente un protagonista. Tale programma prevede una fonte di introiti in % sulla vendita dei prodotti linkati dal vostro sito su quello di Amazon e quindi acquistati dagli utenti.
Attraverso una chiave univoca che determina da chi proviene il link, Amazon è in grado di identificare il proprio referrer e quindi di conteggiare una sorta di provvigioni su tutti i prodotti venduti attraverso una segnalazione giunta tramite il vostro sito ed andata a buon fine (Pay for new Customers).
Grazie a questo ed altri programmi simili con il tempo sono nati una smisurata quantità di siti, prevalentemente in inglese, che tramite recensioni e articoli non anno fatto altro che spingere su questi programmi, qualcuno è riuscito anche ad avere dei buoni utili ma sicuramente, grazie a questa smisurata quantità di link in ingresso, i protagonisti del settore sono riusciti ad essere estremamente visibili su web.

La fonte invece di introiti più conosciuta è proposta da Google tramite il suo programma di AdSense che paga in base ai click degli utenti su annunci pubblicitari (PPC = Pay Per Click)
Questo programma, personalizzabile tramite un pannello di controllo apposito, fornisce il codice necessario a ricevere sul proprio sito, sia esso Blog, Forum, Portale, o eShop, pubblicità effettuate da terzi tramite Adwards.
Tale pubblicità potrà essere testuale, grafica o una combinazione delle due secondo differenti formati resi disponibili da Google (se dobbiamo visualizzarla su un post sarà più appropriata una pubblicità testuale o comunque poco invasiva, se invece dobbiamo metterla lateralmente su, ad esempio, un Widget di WordPress, sarà più opportuno un Banner con immagini).
Quindi quanti più click gli utenti effettuano su un determinato banner (pubblicità display) o su un link sponsorizzato all’interno del nostro sito, o ancora ricerche mirate su web tramite un’apposita search bar di Google integrata all’interno della nostra homepage, tanto più verremo pagati.
A livello di numeri questo tipo di fonte di introiti richiede una grande visibilità del sito ed un alto numero di accessi che probabilmente solo migliaia di visitatori/mese riusciranno a giustificare.

Una parentesi va fatta se decidete di fare dell’advertising su un eCommerce, la pubblicità potrebbe infatti distrarre gli utenti e portarli fuori dal vostro sito web compromettendo le vendite, più giustificata su un eShop potrà essere una forma di vendita di Banner che esulino da una campagna di affiliazione e che siano complementari al vostro sito ma non dispersivi.
Un esempio potrebbe essere un portale immobiliare che vende spazi per la pubblicazione di annunci di case e che dispone di banner da vendere ad artigiani o ad imprese edili, banner il cui costo potrebbe giustificare qualche perdita di visibilità ma che comunque non distrarrà troppo dagli annunci del vostro sito.

Campagne di affiliazione ne esistono molto, oltre alla già citata AdSense di Google, i cui termini localizzati paese per paese sono piuttosto rigide pena l’estromissione dalla campagna medesima (non è possibile ad esempio pubblicare sul proprio sito materiale vietato ai minori o relativo al gambling), esistono numerosi altri interpreti del mercato, tra i quali :

I siti sopra indicati sono solo a puro scopo informativo, qualora foste interessati ad un programma di affiliazione consiglio vivamente uno studio attento che comprenda :

  • Tramite motore di ricerca trovare ulteriori possibili soluzioni per affiliazioni
  • Ampia ed approfondita attività di info-commerce cioè dovete conoscere molto bene il vostro partner quindi, oltre a leggere i termini e le condizioni specifiche per il vostro paese, dovete sapere cosa dicono in giro di lui. Dovete capire quanto affidabile è, dovete dare un feedback alla vostra valutazione, sia essa positiva o negativa, guardando sulla rete e giudicando da chi ne ha fatto esperienza diretta.
    Più informazioi ricavate sul possibile partner meglio riuscirete a valutarlo, non siate troppo impazienti da sottovalutate questo punto.
  • Capite bene quanto e come paga, esistono soluzioni di pagamento, oltre che per PPP e PPC anche di formato PPL : Pay per Lead, cioè si viene pagati se un utente, tramite voi, si registra su un portale o ad una newsletter.
  • Fate un test uno o più mesi per capire se e come sta funzionando, la maggior parte dei programmi mette a disposizione anche un pannello di controllo per le statistiche e la verifica delle entrate in tempo reale.
  • Se desiderate utilizzate due o più programmi di affiliazione sul vostro sito controllate che sia da entrambi consentito e che non ci siano delle forme di limitazione.
INDEX



Strumenti di Analisi, Gestione e Ricerca forniti da Google

Strumenti di Analisti Statistica, ricerca parole chiave e pianificazione

ver. 1.2 (L8)
First Issue 04.09.2013 – Last Issue 03.12.2014

  • Google Analytics
    È un sofisticato strumento di analisi statistica per siti web, consente di capire la provenienza degli utenti sia geografica che analizzare le tipologie di browser con cui si collegano.Consente innumerevoli personalizzazioni permettendo di fissare dei target per valutare i comportamenti del flusso di utilizzatori su specifiche parti del proprio sito, ad esempio possiamo impostare un filtro sui punti critici del nostro carrello e valutare quale sia il tasso di abbandono.
  • Google Webmaster Tools
    Potente strumento che consente molteplici funzionalità tra le quali la verifica del proprio sito web, l’inserimento delle proprie sitemap, l’analisi di eventuali errori sul codice, il livello di posizionamento, la presenza e gestione dei canonical url e molte altre features.

  • Google Keyword Planner
    Attraverso il Keyword Planner l’utente ha la possibilità di capire quanto una parola chiave o frase viene ricerca su web sia a livello mondiale che con una suddivisione geografica che può essere anche molto precisa arrivando ad analizzare il traffico anche della propria città.E’ possibile anche capire l’andamento delle ricerche di una determinata parola o frase lungo l’arco di un preciso periodo di tempo per capire le tendenze di mercato.Attraverso AdWord è poi possibile progettare la propria campagna marketing capendo a quanto ammonta il costo per click e quindi calcolare il ROI della propria potenziale azione sul mercato.
    Una volta stanziato un budget per la propria iniziativa pubblicitaria si potrà andare a determinare quindi quello che è il costo di acquisizione cliente (quanti click si trasformano in reali clienti / costo della campagna).
  • Google AdSense
    Con AdSense cerchiamo di ottenere una fonte di revenue ulteriore per il nostro sito grazie agli incassi pubblicitari.I siti che ospitano AdSense o ospitano pubblicità display ricevono del denaro in cambio ai click effettuati su pubblicità pubblicate da google sul loro sito.In altre parole diamo disposizione a google di inserire della pubblicità sul nostro blog, forum o sito di eCommerce secondo posizionamenti e formati grafici di nostra scelta (banner orizzontali o banner verticali con o senza immagini), qualora gli utenti clicchino su pubblicità pubblicate all’interno del nostro sito riceveremo una % del costo pay per click pagato dall’utente a google.

Altri Strumenti

  • DMOZ Open Directory Project
    Una directory di siti web estremamente strutturata e ricca mantenuta da una comunità no-profit di redattori che, previa un’analisi che verifichi che il sito sottoposto rispetti le loro norme e direttive del progetto, provvedono a certificarne l’appartenenza ad una determinata categoria. Il sito in questo modo entrerà a far parte dell’enorme raccolta di hyperlinks di DMOZ e verrà utilizzato da motori di ricerca come Yahoo, Virgilio e molti altri.
  •  

  • Yandex Webmaster Tools
    Importante motore di ricerca, da noi poco conosciuto ma usato intensamente in Russia, Turchia, Bielorussia ed altri paesi dell’est con una quota di mercato in alcuni casi addirittura superiore a Google. Importante punto di riferimento per chi decide di affrontare i crescenti mercati dell’est.
  •  

  • Baidu
    Analogamente a Yandex Baidu detiene il primato per le ricerche in Cina con oltre il 70% di mercato, sottoporre un sito su Baidu non è facile essendo tutto in Cinese ma possiamo trovare utili suggerimenti a tal proposito su web: How to submit a site to Baidu. E’ importante considerare il fatto che la maggior parte dei siti .com, se non approvati dall’autority Cinese non saranno visibile dalla Cina quindi per affrontare questo mercato bisogna armarsi di pazienza ed affrontare tutte le procedure amministrative e burocratiche che si renderanno necessarie.
  •  

  • Bing Webmaster Tools
    Analogo allo strumento messo a disposizione di Google, Bing Webmaster Tools di Microsoft consente anch’esso molteplici funzionalità come la verifica del sito, l’inserimento della sitemap e la verifica di errori sulle pagine.
  •  

  • Pinterest Webmaster Tools
    Tool per webmaster di Pinterest per la verifica del sito e l’analisi statistica.
  •  

  • Alexa Analytics by Amazon
    Monitorizza il traffico dei siti web aggiunti al suo indice, aumenta il valore di ranking e di indicizzazione.
    Per maggiori informazioni : cos’è Alexa ?.
INDEX



Installare Prestashop in Locale

ver. 1.0 (AX1), Aggiornato a PS 1.5.5.x
First Issue 05.09.2013

Di seguito passo-passo cercheremo di creare una mini-guida per l’installazione di Prestashop in locale

Per prima cosa dobbiamo disporre di un ambiente che ricrei le funzionalità di un Server remoto in locale, quindi che emuli Apache, MySql e le altre funzionalità di cui necessitiamo.
Per far questo disponiamo di varie soluzioni tra cui EasyPHP oppure XAMPP che prediligeremo per i nostri scopi.
In particolar modo scarichiamo XAMPP v1.7.7 da Sourceforge.net disponibile per Windows, Linux o Mac.
Prenderemo in considerazione l’installer Windows, gli altri non sono molto differenti ma potrebbero esserci alcune varianti ad esempio nella gestione dei permessi delle cartelle nella versione MAC.
XAMPP v1.7.7 Windows Download

xampp_v177_note_di_release

Ora Scarichiamo la piattaforma di eCommerce Prestashop in versione Italiana o Multilingua dal sito ufficiale.
Prestashop

A questo punto classico doppio click su XAMPP appena scaricato e facciamo partire l’installazione, la cartella di default è la [root] C: si può variare il percorso ma XAMPP non può essere installato in una sotto cartella.

Terminata l’installazione di XAMPP scompattiamo il file di Prestashop scaricato (che attualmente e compresso).
Se non disponete di un programma di unzip potete scaricare ed installare un ottimo open source quale 7zip che oltre a supportare i file .zip e .rar gestisce innumerevoli altri formati oltre il suo nativo .7z.

Ora ci spostiamo sulla cartella htdocs contenuta all’interno di XAMPP che (salvo variazioni in fase di installazione) sarà C:\XAMPP\htdocs all’interno di questa cartella ne creiamo una nuova che rappresenterà il nome a dominio del nostro sito locale.
Ad esempio potremmo chiamarla myecommerce avremo a questo punto all’interno di htdocs anche myecommerce e l’intero percorso sarà quindi : C:\XAMPP\htdocs\myecommerce attenzione a distinguere bene tra maiuscole e minuscole, per i nostri scopi sarà tutto in carattere minuscolo.

Ora copiamo il contenuto della cartella scompattata di Prestashop all’interno di myecommerce in modo da avere una serie abbastanza corposa di file e cartelle.

Ora possiamo lanciare XAMPP facendo doppio click sull’icona arancione che troveremo sul desktop e/o tra i programmi installati (in alternativa il file eseguibile si trova su C:\XAMPP\xampp-control.exe o C:\XAMPP\xampp-control.exexampp-control-3-beta.exe (due interfacce leggermente differenti per il medesimo scopo) e pigiamo sui primi due pulsanti Apache [START] e MySql [START].
Potremmo anche le due prime voci Services sempre relative ad Apache e MySql, in questo caso XAMPP verrebbe installato some servizio senza la necessità di essere avviato di volta in volta ma occuperebbe risorse e per i nostri scopi didattici non è necessario.
XAMPP control panel

Apriamo il nostro Browser preferito e digitiamo sulla barra degli indirizzi localhost oppure il suo equivalente numerico 127.0.0.1, ci apparirà l’interfaccia di XAMPP 1.7.7 sotto la voce Tools, in basso a sinistra, selezionate phpMyAdmin.
Attraverso phpMyAdmin andremo a creare il Database basato su MySQL indispensabile per l’utilizzo di un CMS e l’utente relativo che avrà le autorizzazioni per gestirlo.
Dal menù in alto selezioniamo la voce Privilegi quindi Aggiungi un nuovo utente e ci apparirà la seguente schermata :
phpmyadmin_nuovo_utente
Scriviamo il nome dell’utente che dovrà gestire il database, ad esempio : myecommerce
Dove chiede Host : scriviamo localhost (indica che useremo il percorso locale per il DB)
Indichiamo la password ad esso associata, ad esempio per semplicità : password

Spuntiamo la voce : Crea un database con lo stesso nome e concedi tutti i privilegi
quindi su Privilegi globali -> seleziona tutti
prestashop_phpmyadmin_configurazione_db_e_utente
A questo punto è stato creato sia il DATABASE che l’utente che lo gestirà, se avete seguito l’esempio avranno entrambi nome mycommerce, altrimenti avranno il nome che avete deciso di dargli in fase di creazione.
Note : Nome utente e password vanno scritti e ricordati per essere utilizzati in un secondo tempo e per future esigenze, quelli usati per scopi didattici non andranno utilizzati in un’eventuale versione su web in quanto “poco sicuri”.
E’ ovviamente possibile creare nome Database e nome utente differenti e poi associarli ma per i nostri scopi risulta superfluo.

Ora possiamo lanciare l’installazione di Prestashop digitando sul nostro browser il percorso locale e cioè :

http://localhost/myecommerce/

Scegliamo la lingua di installazione, clicchiamo su avanti quindi accettiamo termini e condizioni d’utilizzo.

Nella successiva schermata indichiamo i dati principali di configurazione del negozio quali : nome del negozio, nome e cognome dell’utente principale (super-administrator).
Quindi indirizzo mail che rappresenta anche il nome utente per l’accesso al back-office e la relativa password, da memorizzare e conservare con cura per l’accesso all’area di amministrazione.
prestashop_dati_installazione_utente

Nella schermata successiva troviamo i campi per inserire il nome e password dell’utente autorizzato a gestire il database, nome del database che sono state antecedentemente create tramite phpMyAdmin, nonché il percorso del database che sarà localhost come proposto dalla schermata, quindi :

Indirizzo server del database:  localhost
nome del database : myecommerce
nome di accesso database : myecommerce
Password del database : password
Note: E’ buona norma cambiare anche il prefisso delle tabelle per motivi di sicurezza da ps_ a qualcosa di differente ad esempio : myec_.

prestashop_parametri_database_final_step

A questo punto partirà l’installazione che si concluderà a breve ma, dopo essersi conclusa, per poter visualizzare ed accedere al negozio dobbiamo ancora seguire un paio di passi :
Torniamo nella cartella locale del nostro negozio quindi c:\xampp\htdocs\myecommerce cancelliamo la cartella di installazione di prestashop c:\xampp\htdocs\myecommerce\install
Infine, sempre nel medesimo percorso, rinominiamo la cartella di accesso all’area di amministrazione, quindi c:\xampp\htdocs\myecommerce\admin dovrà diventare qualcosa di diverso come, ad esempio, c:\xampp\htdocs\myecommerce\ecommerce-admin
Note: Questa procedura è stata implementata per motivi di sicurezza in quanto risulterà più difficile ad eventuali malintenzionati accedere all’area di back office senza conoscerne l’indirizzo preciso.

Se tutto è stato seguito correttamente avremo :
Back-Office : http://localhost/myecommerce/ecommerce-admin
Front-Office : http://localhost/myecommerce/

Ora si passa all’azione… !!!

INDEX



Installare WordPress in Locale

ver. 1.0 (AX1), Aggiornato a WP 3.6.x
First Issue 05.09.2013

Di seguito passo-passo cercheremo di creare una mini-guida per l’installazione di WordPress in locale

Per prima cosa dobbiamo disporre di un ambiente che ricrei le funzionalità di un Server remoto in locale, quindi che emuli Apache, MySql e le altre funzionalità di cui necessitiamo.
Per far questo disponiamo di varie soluzioni tra cui EasyPHP oppure XAMPP che prediligeremo per i nostri scopi.
In particolar modo scarichiamo XAMPP v1.7.7 da Sourceforge.net disponibile per Windows, Linux o Mac.
Prenderemo in considerazione l’installer Windows, gli altri non sono molto differenti ma potrebbero esserci alcune varianti ad esempio nella gestione dei permessi delle cartelle nella versione MAC.
XAMPP v1.7.7 Windows Download

xampp_v177_note_di_release

Ora Scarichiamo il CMS WordPress in versione Italiana o in Inglese (secondo la lingua di interfaccia che prediligiamo) dal sito ufficiale.
WordPress in Italiano
WordPress in Inglese

A questo punto classico doppio click su XAMPP appena scaricato e facciamo partire l’installazione, la cartella di default è la [root] C: si può variare il percorso ma XAMPP non può essere installato in una sotto cartella.

Terminata l’installazione di XAMPP scompattiamo il file di WordPress scaricato (che attualmente e compresso).
Se non disponete di un programma di unzip potete scaricare ed installare un ottimo open source quale 7zip che oltre a supportare i file .zip e .rar gestisce innumerevoli altri formati oltre il suo nativo .7z.

Ora ci spostiamo sulla cartella htdocs contenuta all’interno di XAMPP che (salvo variazioni in fase di installazione) sarà C:\XAMPP\htdocs all’interno di questa cartella ne creiamo una nuova che rappresenterà il nome a dominio del nostro sito locale.
Ad esempio potremmo chiamarla mysite avremo a questo punto all’interno di htdocs anche mysite e l’intero percorso sarà quindi : C:\XAMPP\htdocs\mysite attenzione a distinguere bene tra maiuscole e minuscole, per i nostri scopi sarà tutto in carattere minuscolo.

Ora copiamo il contenuto della cartella scompattata di WordPress all’interno di mysite in modo da avere le seguenti cartelle all’interno di mysite : wp-includes, wp-admin e wp-content più una serie di file.

wordpress_cartella_installazione

Ora possiamo lanciare XAMPP facendo doppio click sull’icona arancione che troveremo sul desktop e/o tra i programmi installati (in alternativa il file eseguibile si trova su C:\XAMPP\xampp-control.exe o C:\XAMPP\xampp-control.exexampp-control-3-beta.exe (due interfacce leggermente differenti per il medesimo scopo) e pigiamo sui primi due pulsanti Apache [START] e MySql [START].
Potremmo anche le due prime voci Services sempre relative ad Apache e MySql, in questo caso XAMPP verrebbe installato some servizio senza la necessità di essere avviato di volta in volta ma occuperebbe risorse e per i nostri scopi didattici non è necessario.
XAMPP control panel

Apriamo il nostro Browser preferito e digitiamo sulla barra degli indirizzi localhost oppure il suo equivalente numerico 127.0.0.1, ci apparirà l’interfaccia di XAMPP 1.7.7 sotto la voce Tools, in basso a sinistra, selezionate phpMyAdmin.
Attraverso phpMyAdmin andremo a creare il Database basato su MySQL indispensabile per l’utilizzo di un CMS e l’utente relativo che avrà le autorizzazioni per gestirlo.
Dal menù in alto selezioniamo la voce Privilegi quindi Aggiungi un nuovo utente e ci apparirà la seguente schermata :
phpmyadmin_nuovo_utente
Scriviamo il nome dell’utente che dovrà gestire il database, ad esempio : myuser
Dove chiede Host : scriviamo localhost (indica che useremo il percorso locale per il DB)
Indichiamo la password ad esso associata, ad esempio per semplicità : password

Spuntiamo la voce : Crea un database con lo stesso nome e concedi tutti i privilegi
quindi su Privilegi globali -> seleziona tutti
xampp_configurazione_utente
A questo punto è stato creato sia il DATABASE che l’utente che lo gestirà, se avete seguito l’esempio avranno enrambi nome myuser, altrimenti avranno il nome che avete deciso di dargli in fase di creazione.
Note : Nome utente e password vanno scritti e ricordati per essere utilizzati in un secondo tempo e per future esigenze, quelli usati per scopi didattici non andranno utilizzati in un’eventuale versione su web in quanto “poco sicuri”.
E’ ovviamente possibile creare nome Database e nome utente differenti e poi associarli ma per i nostri scopi risulta superfluo.

Ora torniamo nello nostra cartella di WordPress e cioè mysite sotto htdocs e rinominiamo il seguente file :
wp-config-sample.php in wp-config.php

Editiamolo con il notepad (ci sono programmi anche migliori per l’editing dei file utilizzati comunemente su web, uno che consiglio è PsPad oppure Notepad++) e modifichiamo come segue le seguenti voci :

/** The name of the database for WordPress */
define(‘DB_NAME’, ‘database_name_here’); -> define(‘DB_NAME’, ‘myuser’);
/** MySQL database username */
define(‘DB_USER’, ‘username_here’); -> define(‘DB_USER’, ‘password’);
/** MySQL database password */
define(‘DB_PASSWORD’, ‘password_here’); -> define(‘DB_PASSWORD’, ‘myuser’);

In sostanza sono stati inseriti il nome utente, la relativa password ed il nome del database creati utilizzando phpMyAdmin

Ora possiamo lanciare l’installazione di WordPress digitando sul nostro browser il percorso locale e cioè :
http://localhost/mysite/

Da questo punto in poi la cosa risulta semplice, bisognerà solo scegliere nome utente e password dell’utente principale del nostro wordpress, Supera-dministrator che dovranno essere severamente ricordate e scritte in un posto sicuro se si desidera accedere all’area di amministrazione del sito.

Se tutto è stato seguito correttamente avremo :
Back-Office : http://localhost/mysite/wp-admin
Front-Office : http://localhost/mysite/
Nota: L’accesso al Back-Office di un sito wordpress, salvo modifiche del core o utilizzo di plugin specifici, è sempre : /wp-admin

Ora si passa all’azione… !!!

INDEX



Individuazione piattaforma eCommerce

Le principali protagoniste nel mondo eCommerce

ver. 1.1 (L7)
First Issue 04.09.2013 – Last Update 09.02.2015

  • Magentomagentocommerce.com
    Software as a Servicego.magento.com
    Piattaforma open source (OPL v3) nata nel 2007, stabile, matura e complete passata nel 2011 ad eBay che ne detiene il 100% della proprietà. Basata su Zend Framework viene utilizzata da importanti brand anche di livello internazionale. Ottimo back office altamente professionale, ottimizzazione SEO e nutrita serie di strumenti di utilità, numerosi add-ons.
    Gestione dei template(1) un po’ complessa, curva di apprendimento medio-alta, alto livello di personalizzazione che richiede però una certa conoscenza tecnica, richiesta importante di risorse indispensabile un VPS o server dedicato.
    E’ possibile trovare una buona documentazione su html.it anche se non tutta aggiornata : Introduzione a Magento e Guida Magento.
    Per chi invece non ha problemi con l’inglese al seguente link trova tutta la documentazione ufficiale completa della piattaforma e molto altro: Magento User Guides.
    Brands on Magento
    Magento Demo
    Magento Forum En. e Ita.
  • Prestashopprestashop.com
    Software as a Serviceprestabox.com
    Piattaforma open source francese stabile e di discretamente facile implementazione.
    La curva di apprendimento è più bassa di quella di magento seppur vi siano molte e potenti funzionalità, il livello di maturità non è quello del suo competitor maggiore ma possiamo considerarlo “secondo in classifica” ( anche se ultimamente ci sono casi di negozi con oltre 500Mila articoli ) senza necessitare di server dedicato e con una più facile gestione dei temi grazie al motore di template Smarty.
    Ottima community ampia e ottima libreria di add-ons che consentono un elevato livello di personalizzazione e la conseguente possibilità di implementare numerose funzionali tra le quali cross-selling con piattaforme esterne quali eBay, Amazon e Google Shopping.
    Showcase on Prestashop
    Success Stories using Prestashop
    Prestashop Demo
    Prestashop Forum En. e It.

Altre piattoforme, da non sottovalutare

  • osCommerceoscommerce.com
    Piattaforma open source molto diffusa, anche grazia alla sua “antica origine” del 2001, con una ricchissima libreria di add-ons e temi con oltre 10.000 siti realizzati.
    Difficoltosa nell’utilizzo e nella personalizzazione sia tecnicamente che graficamente, discreta richiesta di risorsa, grazie all’elevata diffusione si è formata una ricca community e le risorse tecniche sono numerose.
    L’interfaccia è “old style” e lo si vede chiaramente una volta che si accede al back-office, molte funzionalità già di default nei suoi concorrenti più diretti, vanno implementate con appositi moduli.
  • Woo Commerce ( Plugin WordPress )
    woothemes.com/woocommerce.com
    Uno dei Plugin di più ampia diffusione nel segmento eCommerce per WordPress.
    Scelta valida per piccole realtà, ad esempio negozi che intendono “arrotondare” con il commercio elettronico piuttosto che farne il business primario, ad ogni modo è valido e consente anche ottimi livelli di gestione ed integrazione, i plus più importanti sono i template che sono molto vari, economici e di ottima qualità e soprattutto, essendo un modulo di WP, integrazione nativa con la piattaforma di Blog più diffusa al mondo.
  • WP e-commerce ( Plugin WordPress )
    www.wordpress.org/extend/plugins/wp-e-commerce
    Il Plugin più utilizzato per eCommerce con WordPress, insieme a Woo Commerce ed a Shopp ( shopplugin.net ) rappresentando i sistemi più rodati e completi sulla più diffusa piattaforma di Blog.
    Personalmente, rispetto ai suoi competitor lo reputo di un livello inferiore, più complesso da configurare e meno intuitivo, dotato di numerosi plugin consente funzionalità in taluni casi già integrate in altre soluzioni.
    Necessità di temi dedicati ( quello di default di WP funziona ma non è specifico ) generalmente a pagamento, le performance sono di poco inferiori a quelle di altri competitor.
    Come tutti i prodotti nati su piattaforme realizzate per altro scopo si nota fin da subito che non è una soluzione dedicata e pertanto decisamente più immatura di prodotti specifici.
  • Virtuemart ( Component Joomla )virtuemart.net
    Costituito da componente, modulo e plugin(2) per Joomla! rappresenta la soluzione eCommerce più diffusa su questo famoso CMS.
    Ha alcuni vantaggi rispetto a Plugin di WP quali il multilinguismo, giù integrato nativamente e, se possibile, un maggior numero di componenti e moduli aggiuntivi sviluppati grazie ad una community molto ampia.
    Affidabile, completo e non troppo complesso anch’esso non è paragonabile ad un prodotto specifico ma consente una più ampia espandibilità in altri contesti grazie all’integrazione con Joomla!.
    È possibile trovare installazioni anche sofisticate che integrano all’interno della stessa piattaforma oltre all’eCommerce sia Blog che Forum rendendo SEO e gestione relativamente più semplici.

(1) Temi (themes ) e Template sono sinonimi, in alcuni CMS è in uso una definizione piuttosto di un’altra.
(2) Mentre in WP qualsiasi add-ons viene definito plugin, in prestashop modulo, Joomla! ha una differenziazione maggiore, al suo interno: : i componenti aggiungono funzionalità complesse tipicamente nella gestione dei contenuti ( generalmente collegabili al menù ), i plugin agiscono in background integrando funzioni specifiche e sono attivabili e disattivabili a piacimento una volta installati, i moduli non implementano funzioni particolari ma presentano funzioni all’interno del sito ( es. login, menù principale )
ref. http://video.pmi.it/file/vedi/508/componenti-plugin-e-moduli-di-joomla/

Risorse per Plugin e Componenti

Di seguito una serie di link utili per la reperibilità di plugin, risorse e componenti per le comuni piattaforme viste sopra

Risorse per Temi (Template)

Di seguito una serie di link utili per la reperibilità di temi per i più comuni CMS

INDEX



L’Acquisto On Line

Parallelismo con il negozio tradizionale

Cosa succede quando entriamo in un negozio ? La prima cosa che ci accoglie e la sensazione generale che ci trasmette: la disposizione dei prodotti, il gusto estetico, l’aspetto delle corsie, i colori scelti come marchio distintivo e molti altri particolari ci forniscono il quadro sensoriale della situazione.
Questo accade anche quando vediamo una vetrina e decidiamo in base alla sensazione trasmessa se accedere o meno al locale commerciale, anche se il costo dei prodotti è estremamente elevato un aspetto bello e positivo ci spinge sovente a “dare un’occhiata”

A questo punto, qualora desideriamo informaci, subentrano ulteriori fattori quali la disposizione dei prodotti, per una facile ricerca (ad esempio la suddivisione del supermercato in corsie specialistiche), una scelta più o meno ampia per soddisfare il più possibile i nostri gusti (ad esempio in fatto di colori e taglie per l’abbigliamento), la disponibilità e cortesia del personale a fornirci aiuto durante il processo informativo (si veda i negozi specialistici o quelli tecnologici quali Mediaworld ad esempio) e infine le procedure di pagamento che diamo per scontata (ma in alcuni ristoranti ad esempio la carta di credito non viene accettata e questo potrebbe spingerci a desistere vesto l’utilizzo sempre più limitato del contante) o la possibilità di un acquisto rateale conveniente qualora il prodotto sia oneroso (ecco il perché degli interessi 0 che limitano il fattore di abbandono dell’acquisto).
Se si tratta di acquisti complessi la cosa si fa più complessa e considereremo anche : costi e metodologia di consegna, se dobbiamo comprare un mobile ci piacerebbe lo montassero a casa nostra delle persone affidabili e a prezzo accettabili o qualora si trattasse di un prodotto specialistica, ad esempio un gestionale ERP per la nostra attività ci interesserebberò tempi, modalità e costi di assistenza.

Stando quanto detto possiamo considerare un parallelismo con il mondo del web : dovremo in sostanza cercare di riprodurre le impressioni vissute dal vivo su web ricreando quelle esperienze sensoriali che tanto comunemente viviamo quotidianamente.

Quindi la home page del nostro eShop sarà la vetrina per devra incuriosire l’utente e le ricerche che lo hanno portato a trovarci dovranno trovare soddisfazione con i prodotti proposti nella nostra vetrina.
Se tale equazione sarà soddisfatto gli utenti potranno diventare clienti altrimenti ci troveremo con un alto bounce rate e cioè un alto tasso di abbandono una volta raggiunta la home del nostro sito.
Anche se sono state sbagliate le parole chiave nelle nostre promozioni, ad esempio nelle nostre campagne marketing AdWords, o pubblicità display ci troveremo con parametri di abbandono alti, in quanto utenti non propriamente interessati al nostro prodotto sono stati convogliati su un sito che propone qualcosa non di loro interesse.

Una volta che il cliente ha trovato il sito di suo interesse, quindi anche un aspetto grafico gradevole, necessiterà di “spaziare tra le corsie” : sfogliare il catalogo dei prodotti.
Per facilitare la navigazione nel catalogo i prodotti dovranno essere suddivisi secondo una logica di alta fruibilità tanto più tecnicistica quanto più il sito si avvicini o sia un B2B.
Se un cliente va su un sito molto tecnico, o su un sito specialistico per la sua professione, si aspetterà una suddivisione dettagliata anche in particolari che ad un “non esperto” possono risultare superflui.
Ad esempio nel mondo dell’informatica professionale di qualche anno fa, all’interno dei siti B2B, i dischi rigidi per PC erano non solo suddivisi per capacità e per compatibilità con PC Fisso o Laptop ma anche per rpm (giri al minuto). Nei normali siti questa suddivisione fino a qualche tempo fa non era comunemente proposta, oggi che le conoscenze tecniche da parte della massa sono di molto aumentate in questo settore potete trovare tali suddivisioni anche in siti per End User.

A questo punto veniamo ai prodotti che nel caso dell’online, dovendo ricreare la sensazione che si percepisce dal vivo, dovranno essere dotati di fotografie ampie, con la possibilità di essere viste nei dettagli magari tramite jqzoom una funzionalità che permette spostando il mouse uno zoom automatico sull’area in cui è posizionato il puntatore.
Ma la fotografia non basta, bisognerà soddisfare il cliente anche con una spiegazione efficace del prodotto.
In molti casi alcuni siti preferiscono mettere una short description ed una long description, la prima serve a dare un breve introduzione all’oggetto senza appesantire il cliente che solo se lo desidera troverà nella long description e/o nell’eventuale datasheet soddisfazione completa.

E’ importante tenere presente che l’esperienza online è un’esperienza ricca di stress e più fattori limitativi vengono dati alla persona o percorsi obbligati, quali ad esempio il sorbirsi una descrizione infinita non richiesta o un catalogo prodotti con sottocategorie di sottocategorie o ancora un processo di acquisto complesso che richiede anche una procedura di registrazione obbligatoria (talvolta indispensabile) più il tasso di abbandono dal sito risulterà alto.
Strumenti quali Google Analytics, possono essere utilizzati non solo per monitorare il traffico web ma anche per capire in quale punto/i del proprio eShop il cliente abbandona il sito.

Ora che il cliente ha sfogliato il catalogo e visionato i prodotti potrebbe desiderare qualche informazione in più, magari non sull’oggetto ma su alcune procedure ad esso legate o dettagli di cui non avete tenuto conto, in questo caso la struttura del sito dovrà venirci incontro con una sezione faq e con un facilmente raggiungibile contact form (form di contatto) attraverso il quale le persone possano farvi delle domande.
Gli store più evoluti dispongono anche di una chat line che svolge una duplice funzionalità, quella di soddisfare appieno il cliente rispondendo alle domande ma anche di vendergli direttamente il prodotto di proprio interesse nonché di ogni eventuale complemento.
Personalmente mi è capitato di chattare con fatcow.com, provider americano per servizi di hosting ed housing, e con l’occasione ho perfezionato l’acquisto on line aggiungendo anche il servizio ID Shield che mi è stato proposto e suggerito dal commesso digitale che, in quando anche venditore digitale, di è guadagnato una provvigione extra per il servizio fornito.

Arrivato sul negozio, girato per le corsie, vista e scelta la merce di interesse il potenziale cliente decide di proseguire con l’acquisto pigiando sul carrello.
A questo punto gran parte del lavoro è fatto bisogna però “essere delicati” e cioè evitare di far compilare troppe informazioni in fase di acquisto, il tasso di abbandono del carrello è un problema particolarmente percepito dai possessori di negozi su web dove spesso il cliente riempie la cesta ma poi, stressato da una procedura troppo complessa, decide di andarsene.
Una tecnica particolarmente usata è la registrazione silente e lo 1-Step Checkout.

Con la registrazione silente il non è obbligato a registrarsi sul nostro sito ma solo a fornirci i dati utili, come Guest, ad espletare le normali procedure amministrative (emissione di documentazione e consegna) e di pagamento compilando il minor numero di campi possibili (dipende ovviamente dalla tipologia di merce).
Successivamente invieremo una mail indicandogli che è stato inserito come customer e quindi registrato con la password xy, la scusa, poi veritiera, potrà essere che attraverso la registrazione concessa avrà la possibilità di seguire la tracciatura della sua spedizione online e/o avrà diritto ad un buono sconto.

Le procedure d’ordine che si trovano più comunemente sono quella a 5 fasi 5-Steps Checkout e quella in 3 fasi 3-Steps Checkout.

    Nella prima sono comprese :

  • 1. Riepilogo dell’ordine con la possibilità di verifica ed aggiornamento delle quantità
  • 2. Login o Registrazione, se accettato l’ordine senza obbligo di registrazione (guest checkout) il semplice inserimento dei dati anagrafici senza obbligo di indicare un’eventuale password ed evitando l’opt-in
  • 3. La scelta dell’indirizzo di spedizione qualora ne siano previsti più di uno
  • 4. La modalità di spedizione se sono possibili differenti modalità
  • 5. La procedura di pagamento
  • L’accettazione delle clausole contrattuali e/o privacy, spesso sotto la dicitura Terms and Conditions, può essere invece inserita in una delle precedenti fasi quale campo obbligatorio.

5-steps-checkout

Nella registrazione in 3 fasi viene generalmente riportato solo 1. il riepilogo dell’ordine, 2. la scelta del corriere e 3. la forma di pagamento.
Seppur prediligo la prima, per semplicità espositiva alla versione in 3 fasi, riconosco che la seconda può risultare meno stressante ma a tutte e da prediligersi il 1 Step Checkout (preferibilmente con registrazione silente) che si contraddistingue perché risolve il problema dell’intera compilazione dei dati anagrafici, di pagamento e spedizione del prodotto in un’unica pagina che però dovrà essere chiara e immediata.

INDEX



Acquisto Online… ulteriori considerazioni

Altre Considerazioni

ver. 1.1 (L5)
First Issue 03.09.2013, Update 04.04.2014

I ragionamenti e i dettagli da tenere presenti nella realizzazione e soprattutto gestione di un eShop sono molti, oltre tutto lo standard visto nella sezione dedicata all’Acquisto Online ci sono alcuni strumenti di fidelizzazione e gestione del cliente che vanno tenuti presente.

Per avere successo è certo indispensabile avere un’efficace e viva homepage, dei prodotti con foto 2D o 3D belle e di forte impatto nonché un’organizzazione gerarchica per categorie efficace ma è bene considerare una serie di altri fattori che non si esauriscono con la presente esposizione ma che con il tempo cambiano, secondo le nuove tecnologie, esigenze e il mercato che diventa via via più competitivo

  • Programma di fidelizzazione
    Supermercati, grandi magazzini e distributori di carburante insegnano che una tessera a punti spinge il cliente a tornare, per il medesimo motivo può essere utile per alcune tipologie di eCommerce l’utilizzo di una tessera virtuale che al conseguimento di un certo punteggio proponga sconti od omaggi.
  • Feedback e Recensioni
    I clienti sono stati abituati a vedere quante stelline ha ottenuto un prodotto e di quante e quali recensioni dispone, insomma vogliono sapere cosa ne pensano gli altri.
    Succede per gli alberghi, i ristoranti ma anche per innumerevoli altri prodotti proposti su negozi privati e marketplace.
    Spingere un cliente a lasciare una recensione ed una valutazione sul prodotto acquistato aiuta a vendere di più in quando trasmette fiducia ad altri visitatori del vostro sito che, prima di acquistare, vogliono informarsi. Se le recensioni sono poi supportate da articoli su Blog e Forum che parlano bene del vostro prodotto allora il gioco è fatto (qui entriamo nel campo del Marketing online vero e proprio).
    Ma come spingere un cliente a lasciare una recensione ? Un metodo utile è la promessa di un Buono Sconto. Se mi lasci il feedback o, perché no, un commento su facebook al prossimo acquisto riceverai un buono sconto del 10% oppure la spedizione sarà gratuita.
    Un risolvo della medaglia di questa politica sono le recensioni negative, una infatti potrebbe inficiare il lavoro di giorni o settimane in quanto le informazioni negative viaggiano più velocemente di quelle positive e vengono più facilmente recepite.
    Questo spinge il negoziante online ad essere efficiente non solo nella vendita dei prodotti ma anche nella consegna, comunicazione e nelle politiche di customer care.

    E’ bene accennare al fatto che le recensioni lasciate dagli utenti, nella maggior parte dei siti, vengono poi approvate dal personale interno del negozio on-line. Dal punto di vista del back-office questi strumenti sono resi disponibili dalla piattaforma e o da appositi componenti aggiuntivi e risultano molto utili per filtrare commenti negativi.

    Nel caso si desideri passare ad uno step di garanzia successivo per la clientela e quindi dimostrarsi trasparente e’ possibile affidarsi a piattaforme esterne per la gestione delle recensioni e dei feedback che fanno da garante per l’utente finale (ed anche per il fornitore in quanto filtrano eventuali comunicazioni non opportune).

    Una di queste è Trusted Link riconosciuta per la serietà ed affidabilità, seppur sia un servizio che da benefici sia all’azienda che al consumatore risulta gratuito solo nella versione base e per un numero limitato di recensioni per poi passare ad un programma di membership a costo annuo con funzionalità avanzate.

  • Social Social Social
    Chiaramente sono entrati a far parte della vita di tutti i giorni di molte persone e quindi non possono essere ignorati soprattutto di chi dell’online fa il proprio core business.
    Il proprio eShop dovrà essere linkato con i maggiori social come facebook, twitter, google+ ed eventualmente con social specifici del vostro settore, se vendete servizi ad esempio potrebbe essere utile avere anche un profilo linkedin che fornisce maggiore autorevolezza.
    La parte social, per essere profittevole, deve essere viva e dinamica, quindi saltuariamente quando un nuovo prodotto viene proposto l’esercente dovrebbe preparare un post per i propri followers. Se non avete una struttura di ampie dimensioni con personale dedicato alla gestione della parte social (come accade per le grandi aziende) basterà periodicamente farsi sentire con qualcosa di interessante e mantenere vivo l’interesse di clienti e prospect.
    Esistono strumenti in grado di replicare un post in vari social o che addirittura prendono un articolo pubblicato sul blog aziendale interno e inviano l’excerpt (un breve estratto) ai vari social, se l’utente poi desidera vedere l’intero articolo dovrà spostarsi sul vostro sito.
    Il risvolto della medaglia e che bisogna essere presenti, collegarsi a 3 o 10 social e poi non aggiornare contenuti, rispondere e farsi sentire, da la sensazione dell’assenza, come se un negozio avesse una bella vetrina ma fosse chiuso, quindi se si abbraccia questa strada una presenza saltuaria ma costante è fondamentale.

Non solo eCommerce

Viviamo nell’epoca del Social dei Blog e dei Forum, sono questi canali che generano la maggior viralità online.
Il Marketing virale, attraverso il passa parola, è diventato uno dei punti chiave per il successo di alcune imprese e sicuramente viene preso in considerazione in ogni attività SEO seria.
L’integrazione eCommerce-Blog e molto sentita in questi tempi e consente, seppur con un lavoro aggiuntivo, di mantenere il sito sempre vivo, dinamico e con un alto livello di indicizzazione (a medio-lungo termine).
Quest’ultimo fattore non è trascurabile in quanto, grazie alla natura umanistica di Google che predilige sempre più contenuti nuovi ed originali, con testi opportunamente scritti da competenti copywriter e pertinenti con il contenuto del vostro eCommerce, ed opportunamente indirizzati verso uno scopo, si potranno ottenere ottimi risultati.
Se ad esempio il mio eCommerce tratta occhiali e volete spingere un prodotto nuovo fatto in corno e legno potreste scrivere un articolo, coadiuvato da qualche foto, che parli di come venga lavorato il corno e “come questo materiale si combini in maniera incredibile con il legno” per poi alla fine fare alcuni esempi di prodotti fatti in questa maniera tra cui il vostro.

Free Shipping

Una cosa che infastidisce i clienti è l’incertezza sul prezzo finale che si verifica quando il cliente deve considerare, oltre al prezzo del prodotto, il costo del trasporto che viene percepito in maniera poco gradevole.
Certo tutti sanno che la spedizione ha un costo ma se la paga l’esercente sono più contenti e, in taluni eStore, potrebbe essere maggiormente conveniente applicare una politica di pricing che consideri il costo del trasporto incluso nel prezzo finale del prodotto.
In questa maniera il cliente sa che il prezzo che vede è effettivamente quello che pagherà senza dover fare ulteriori considerazioni che porteranno un ulteriore stress d’acquisto e saranno più propensi ad inserire il prodotto nel carrello.
Se ciò non fosse possibile, perché ad esempio vendete in tutto il mondo quindi con tariffe e costi molto differenti tra loro, ancora una volta bisogna fare una valutazione sui prezzi dei prodotti e considerare la possibilità di una spesa a forfait indipendente dalla destinazione che in alcuni casi sarà per l’esercente vantaggiosa in altri meno ma evita al cliente complicate procedure con prezzi differenti caso per caso (e quindi nuovamente incertezza sul prezzo finale).

Favorire la Circolarità

Vuol dire lavorare sulla correlazione di prodotti e categorie così da offrire all’utente la possibilità di scegliere prodotti complementari, o tra loro pertinenti, un lavoro che paga se effettuato in modo qualitativa attraverso scelte gestionali coerenti.

Confronto Prodotti

Oltre alla circolarità e per favorire la scelta del prodotto migliore uno strumento che dovremmo sempre considerare di integrare sul sito è quello del “confronto prodotti”, attraverso questo strumento possiamo permettere al cliente di valutare la differenza tra due o più articoli apparentemente simili.
E’ uno strumento che viene utilizzato, in maniera differente, anche a livello di marketing dove il confronto tra gli articoli viene fatto esaltando quello centrale che ci interessa venga notato maggiormente.

Usabilità e Affordance

Con il termine usabilità, nel mondo dell’eCommerce, si intende “favorire la via”, utilizzando una serie di strategie di navigazione e contenuti che permettono all’utente di trovare e scoprire, attraverso differenti modalità, i prodotti di suo interesse.
Con il concetto di affordance si intende “invito all’uso”. Quando l’affordance corrisponde alla funzione per la quale un ambiente e stato progettato l’utente sarà più facilitato a seguire percorsi che trovi istintivamente più coerente.
La popolare metafora della “scrivania” o “desktop” utilizzata dai comuni sistemi operativi informatici si basa su questo concetto , immagini quali cestino e le cartelle sfruttano la nostra conoscenza del loro funzionamento nel mondo reale e, pertanto, ne indicano la funzione nell’ambiente applicativo.

Consiglio a tal proposito un libro che ho trovato molto interessante con concetti applicabili in qualsiasi settore : Principi universali del design di William Lidwell, Kritina Holden e Jill Butler.

Rapporto Personale

Molti siti utilizzano un rapporto one-to-one con il cliente creando un ambiente “fatto per lui” dove cercano di far sentire l’utente a proprio agio.
Per far questo, oltre ad utilizzare mail personalizzate, promozioni ad-hoc e newsletter mirate, usano una comunicazione personale, ad esempio, una volta loggati, troveremo espressioni come “ciao “ o “bentornato “.
Anche in questo caso ci viene utile una buona politica di copywriting con testi mirati all’interno di tutta la parte di gestione dell’account cliente, dove potrà trovare i propri ordini, le proprie promozioni, etc. con terminologie che saranno quanto più in sintonia con il concetto di one-to-one.

La regola del 7

Attraverso uno studio condotto su 30.000 utenti per tre settimane, sono stati proposti i medesimi prodotti con prezzi molto simili, come ad esempio 97 €uro, 99 €uro e 100 €uro. Il risultato ? il maggior numero di acquisti è pervenuto dai prezzi che terminavano con il numero 7, seguito da 0 ed infine il 9.
L’aumento percentuale delle vendite con i prezzi che terminavano con il numero 7 è quelli con il 9 è stato del 43%.

Watermark

Si tratta di un sigillo posto sopra le vostre foto, senza infastidire l’utente, ma per evitare la copia non autorizzata di immagini dei prodotti proposti nel vostro sito.
In molte piattaforme ci vengono in aiuto componenti che in automatico, una volta fornita un’immagine campione, creano il nostro watermark replicando l’immagine ed applicando un determinato livello di trasparenza.
Pensate a quanto sforzo ci vuole per realizzare foto efficaci dei vostri prodotti, scegliendo modelli e sfondi adeguati e ritoccando le immagini risultanti con photoshop o altri programmi di grafica per ottimizzare il risultato finale, ad esempio rendendo lo sfondo completamente ed omogeneamente bianco, il watermark evita che le nostre immagini vengano indebitamente copiate.

Certificato SSL

Il certificato SSL o “Secure Sockets Layer” è un protocollo progettato per consentire alle applicazioni di trasmettere informazioni in modo sicuro e protetto.
Lo si riconosce attraverso il lucchetto anteposto all’indirizzo URL e seguito dalla dicitura “https” (anziché http).

https

Tale certificato, fornito da autorevoli aziende, la cui più blasonata è Verisign, garantisce la titolarità dell’identità del sito consentendo la trasmissione di informazioni in modo sicuro e protetto, fornisce sicurezza ai clienti che navigano sul vostro sito consapevoli che la loro privacy è tutelata così come la trasmissione dei dati di pagamento.
Qualora ci si appoggi ad un gateway esterno per i pagamenti, quale ad esempio PayPal, tale certificato è automaticamente fornito ma solo nella fase di pagamento che non viene esercitata sul vostro sito ma su quello di PayPal.

Norton Securesite

Sempre nel concetto di fornire sicurezza al cliente, per i propri dati e la propria navigazione, un nuovo fattore che viene percepito in maniera positiva è la sicurezza resa disponibile da autorità terze riconosciute quali ad esempio Symantec o McAfee.
Norton Safe Web controlla e certifica il sito e consente, unitamente all’acquisto di un certificato SSL Verisign, di mettere un apposito sigillo di garanzia sul proprio sito.

Trust Seal

Il marchio Trust Seal viene fornito attraverso autorità riconosciute quali Truste o TrustGuard enti verificatori, di rinomanza mondiale, che garantiscono ai clienti che “tu sei chi dici di essere” e che il tuo business rispetta la sicurezza e privacy dei clienti utilizzando una privacy policy costantemente aggiornata e verificata.
Si tratta di certificazioni il cui costo è anche in base al volume del business e che forniscono autorevolezza al proprio sito percepite maggiormente dagli utenti Americani.

Un ulteriore certificato Europeo è stato reso disponibile attraverso il programma Truested Shop che fornisce un marchio di qualità, unitamente ad un rating, ai negozi che soddisfano i requisiti minimi richiesti ( privacy, garanzia di rimborso, sicurezza nelle transazioni, etc. ) dando loro la possibilità di esporre un “sigillo di garanzia”. Truested Shop: “I negozi online che espongono il sigillo di qualità sono stati certificati e ti offrono la garanzia di rimborso. Ciò significa protezione contro la perdita del prezzo d’acquisto in caso di mancata consegna o mancato rimborso.

Reinsurance Bar

Avete il vostro sito e desiderate trasmettere sicurezza ai vostri visitatori, non solo attraverso certificati, ma comunicando informazioni che reputate di grande importanza ed impatto.
Per far questo sovente si usa una barra, posta sopra il footer del sito e chiamata reinsurance bar nella quale verranno apposti testi e icone esplicative che permetto al cliente di recepire dei messaggi visivi “rassicurativi” e promozionali.

reinsurance_bar

Conclusioni

Contrariamente a quanto si crede diffusamente il business su web, in particolar modo l’eCommerce, è difficilmente un’attività che trova riscontri nell’immediato.
La speranza di realizzare una piattaforma completa e definitiva, che non necessiti di perfezionamenti in corso d’opera, o attività costanti di ottimizzazione, è un obiettivo utopico per qualsiasi attività di vendita online.
L’attività online, sia essa eCommerce o marketing, necessita di continue ottimizzazione, adattamenti e studio.
La necessità di rimanere in contatto con tutto ciò che riguarda il momento è indispensabile e presuppone una continua attenzione al mercato, alle nuove tendenze tencologiche e social, ai competitor e una costante analisi statistica.
Il successo di una buona impresa su web può richiedere anche qualche anno e sicuramente pazienza e determinazione.

INDEX



La Nicchia di Mercato

Strategia Oceano Blu

ver. 1.0
First Issue 02.09.2013

Può capitare che dalle analisi svolte : mercato di riferimento, costi, risorse umane necessarie etc., il business che avete scelto vi scoraggi in quanto vi siano alcuni muri che sembrano insormontabili.
Se avete esagerato potrebbe essere così ma in molti casi non lo è ma richiede un ridimensionamento della vostra Vision e un procedere per piccoli passi.

Esempio delle calzature made in Italy per il mercato USA : avete studiato tutto, conoscete l’inglese, avete il vostro negozio su strada, € 5.000 da investire ma siete soli e dalle analisi fatte sembra impossibile riuscirci.
Bene rivediamo la cosa, manteniamo l’obiettivo iniziale “Proporre prodotti di calzoleria made in italy su misura a clienti statunitensi di fascia medio-alta” ma invece di affrontare il tutto nella sua interezza adottiamo la strategia “Oceano Blu” secondo la quale, parafrasando la fonte : “il successo non dipende dalla concorrenza spietata né da costosi budget di marketing e R&S, ma da mosse strategiche brillanti, dalla qualità, originalità e dall’efficacia delle scelte adottate dall’impresa.”

Vediamo di analizzare meglio il mercato magari utilizzando nuovamente gli strumenti per la ricerca delle parole chiave messi a disposizione da google e anche l’offerta attualmente presente su alcuni dei portali principali statunitensi.
Ma invece di soffermarci sulle scarpe fatte a mano andiamo più nel dettaglio e vediamo cosa c’è o si può proporre riguardo a scarpe fatte a mano ma solo classiche e di pelle di Coccodrillo.

Da una breve ricerca condotta qualche tempo fa per un cliente si è trovato che online è disponibile un mercato per questo prodotto, composto da una modesta fascia di persone ma con due caratteristiche molto interessanti :

  • Gente esigente ma disposta a spendere somme interessanti
  • Chi cerca dall’estero è seriamente interessato al prodotto ed è un potenziale prospect quindi particolarmente propenso all’acquisto, in altre parole con tutta probabilità è un potenziale cliente molto interessato in ciò che cerca piuttosto che perdere semplicemente tempo surfando

Lavorando sulla specificità delle Scarpe di Coccodrillo fatte a mano ci accorgiamo anche che :

  • la scelta dei prodotti da proporre al cliente finale diminuisce di molto, seppure mantenendo una folta presenza di varianti, in modo da soddisfare il cliente.
  • siamo in grado autonomamente di inserire i prodotti nel nostro store ( seppur con un po’ di fatica )
  • possiamo gestire con facilità le spedizioni e gli eventuali cambi di prodotto grazie all’alta marginalità, il che ci permette di mantenere una clientela soddisfatta e fidelizzata diminuendo gli sforzi.

Questo vuol dire che tutte le altre scarpe non le venderemo mai ? No semplicemente che lavoriamo su questa specifica nicchia di mercato e, una volta consolidata, aggiungeremo una nuova nicchia di mercato attinente a questa (ad esempio non più solo scarpe classiche ma anche stivali) e quando anche quest’ultima sarà consolidata… beh avremo sufficienti risorse economiche da permetterci di assumere e quindi espandere notevolmente il nostro businee questa volta aggiungendo anche le ulteriori varianti.

Non siate troppo pignoli…

Quanto sto per dire ora apparentemente va in contrasto con quanto menzionato nella sezione pensare e soppesare la propria attività su web ma dovete coglierne il significato nella propria essenza a dispetto dell’apparenza.
Non siate esageratamente pignoli nella progettazione del vostro business, analizzate il tutto come detto antecedentemente, studiate, appassionatevi e cercate le criticità ma fin tanto da riuscire ad essere operativi, non operativi nella migliore maniera pensabile ed immaginabile e questo perché è tutto in divenire, le idee che avete oggi domani saranno diverse, quella che oggi vi sembra la soluzione migliore logisticamente, graficamente o operativamente domani o anche prima potrebbe risultare non ottimale e vi farà rimettere in giorno una o più delle vostre scelte.

Vi faccio un esempio, supponiamo che il business vi esploda letteralmente in mano e cominciate a vendere a più non posso prodotti tecnologici che comprate unicamente da un fornitore ed ogni giorno dovete fare 100 spedizioni, 90 in più di quante avevate previsto inizialmente.
I ragionamenti legati alla logistica non tornano più e la scelta di affittare un ampio magazzino, previsto ad un anno dal lancio dell’eShop, dovrà risolversi prima ma avete altre incombenze economiche e la cosa risulta difficoltosa.
Il fornitore a cui vi rivolgete si propone di farvi del drop-ship verso i vostri utenti finali, liberandovi dell’incombenza del magazzino. A questo punto giù una cosa e cambiata e la pianificazione e mutata, ne consegue che però, essendo il servizio più caro, siete costretti ad aumentare di qualcosa il prezzo della spedizione ma, per non scontentare i vostri attuali clienti con una “novità negativa” predisponete dei vaucher per un trasporto gratis ogni tot ordini : cambiamento di strategie.
Ma per trasmettere il tutto in maniera quanto più possibile indolore decidete di dare un aspetto più professionale al sito ed integrare una chat line che dia ancor maggior sicurezza (i cambiamenti negativi non vengono ben percepiti online) quindi terzo cambiamento di strategia e grafica.

Questo è un esempio banale ma è solo una volta online che l’esperienza comincia a maturare e da una piccola variazione possono scaturire molteplici scelte quindi : si bisogna pianificare, progettare e studiare ma anche essere molto flessibili.

INDEX



Pensare e soppesare la propria attività su web

Scopo dell’attività

ver. 1.1 (L2)
First Issue 02.09.2013
Last Update 23.02.2015

Spesso capita di essere presi dall’impazienza, avere un’idea che si crede di successo e, presi dalla smania della realizzazione, buttarsi a capofitto nell’impresa mettendo a budget solo quelli che sono i costi dell’infrastruttura tecnologica e dando per scontato tutto il resto… che è troppo spesso più importante della parte IT vera e propria.

Un concetto fondamentale è dato per scontato è il concetto stesso del web che è un mezzo dotato di tutte le proprie regole, meccaniche, pro e contro ma rimane sempre un tramite con cui “fare qualcosa” ma quel qualcosa deve essere ben pensato e pianificato prima di cominciare ad essere realizzato nella pratica.

Non voglio con questo scoraggiare alcuno ma semplicemente invitarlo ad un’accorta pianificazione che prevede innanzitutto una corretta progettazione ed un business plan efficace che tenga conto di tutti gli aspetti nel loro dettaglio ( un interessante modello, semplice ed essenziale per la redazione di un efficace BP è proposto da PrestaShop: eBusiness Plan Competition Guide ).

A tal fine è indispensabile definire quello che sarà l’obiettivo del progetto a medio termine, non con 1.000 parole ma con una semplice frase che definisca i capisaldi dell’idea, ad esempio :

“Proporre prodotti di calzoleria made in italy su misura a clienti statunitensi di fascia medio-alta”

Sovente capita di sentire un’infinita di parole che spiegano perché la propria idea e di successo, parlo per esperienza diretta ma soprattutto per errori fatti personalmente in cui i poveri possibili interlocutori-partner o soci del business erano sommersi da idee, concetti e “prove su prove” del perché l’idea era vincente… ma così, salvo una buona dose di euforia, non si va molto lontani.

Il vostro obiettivo dovrà anche a rispondere a due domande chiave il “Quando” e il “Quanto”, sono domande a cui si riuscirà a dare una risposta durante la stesura del business plan ma sono strettamente legate.

  • tempo che intendete dedicare al progetto in termini di risorse personali e dei vostri collaboratori e
  • budget che intendete stanziare per raggiungere il vostro obiettivo.

Molti vogliono ottenere tutto dedicato “un po’ del proprio tempo” e quasi gratis, visto che è pieno di software open source che non costano nulla.

Open source non vuol dire gratis, vuol dire solo che il codice sorgente è reso disponibile dai propri autori alla community per il libero studio e per il libero contributo di programmatori indipendenti che desiderano apportarne migliorie e modifiche (invito a leggere il link a wikipedia per informazioni più dettagliate).

Lo sviluppo di un’attività, contrariamente a questo pensiero superficiale comune, richiede molto tempo e dedizione ed anche delle risorse economiche che si, possono essere limitate (soprattutto rispetto a qualche tempo fa) se non si ha fretta ma ricordate, quello che non fate fare ad altri dovete farlo voi.

Di seguito un grafico di Colin Harman che rappresenta chiaramente, attraverso un diagramma, l’idea di quanto esposto :

colin_harman_graph

Questo non toglie che serve sicuramente entusiasmo e che la chiave del successo è nel divertirsi in ciò che si fa ma prima di partire in quarta bisogna seguire i passi che vengono insegnati nei vari corsi accademici e che comunque andrebbero svolti per qualsiasi attività sia online che offline.

Business Plan

Non è lo scopo del presente articolo spiegare come si stende questo tipo di documento, ci sono innumerevoli fonti e risorse ben più autorevoli a tal proposito, quelli che desidero trasmettere sono solo una serie di punti (in taluni casi sviscerati maggiormente più avanti) che mi sono risultati utili nello svolgersi delle mie attività e che comunque, in fin dei conti, sono solo di buon senso.

  • Mercanto di riferimento

    Nell’online in questo caso siamo abbastanza fortunati in quanto ci vengono messi a disposizione strumenti di analisi e risorse utili per capire meglio le potenzialità del mercato di riferimento.

    Il Keyword Planner di Google ci mette a disposizione una serie di ausili gratuiti, che andremmo a vedere maggiormente più avanti, permettendoci di capire quanto una determinata parola o frase viene cercata su web, il trend lungo un certo periodo di tempo e la suddivisione per aree geografiche.

    Potrebbe non bastare, potrebbero essere necessarie altre ricerche o rivolgersi ad esperti di settore (dipende dal budget ovviamente) ma questi strumenti ci permetteranno di capire fin da subito qualcosa di molto importante : se quel che vendiamo e ricercato su web e quanto.

    Un nuovo concetto si sta sviluppando in questi anni info Marketing la cui recente natura è ancora in evoluzione ma nel senso comune sta ad intendere tutte quelle informazioni ottenute attraverso un’attenta ricerca incrociata, su web, attraverso altri media e forme di baratto-conoscitivo volte ad avere quante più informazioni possibili su mercato, competitor e tendenze più o meno emergenti.

  • Analisi preliminare dei competitor

    Che il vostro mercato di riferimento sia grande o piccole e bene avere un’idea fin da subito di quali siano i vostri competitor, se ad esempio desideraste implementare un’agenzia di brokeraggio assicurativo su web potreste trovare che i vostri possibili concorrenti dispongano di spalle molto grosse e per fargli concorrenza potrebbe occorre un investimento economico troppo elevato.

    Questo vi impedirà di proseguire con la vostra idea ? no, a questo punto se i costi sono troppo alti vediamo se possiamo rivolgerci ad un sottobosco del settore magari solo al brokeraggio di assicurazioni specialistiche che richiedono più delle normali competenze per arrangiarsi e analizziamo nuovamente i vari possibili concorrenti.

    Questa analisi può proseguire per un periodo anche lungo finché non definiamo nel dettaglio i nostri punti di forza e i punti deboli degli altri.

    Potrebbe essere che si tratti di un mercato troppo difficile, troppo oneroso o la cui potenziale clientela di riferimento sia troppo scarsa ? si potrebbe essere ma anche in caso negativo avremmo vinto perché con un’analisi preliminare anche dei competitor capiremmo fin da subito se ce la possiamo fare.

  • Gap Conoscitivo

    Se desideraste fare concorrenza ad eBay potreste ? la risposta è no (se non avete almeno un budget con sette zeri) ma la dimensione dell’azienda concorrente non è l’unico motivo perché il difficile è colmare tutte quelle conoscenze maturate in anni di studio del settore di riferimento, con la pratica e con le esperienze, affrontando e risolvendo le criticità.

    Per rifarmi ad un esempio precedente, se aveste un’azienda di calzature fatte su misura con 50 anni di esperienza e desiderate implementare il vostro business online tutte gli aspetti tecnicisti del settore sarebbero già coperti dalla vostra pluriennale esperienza e, dopo qualche anno corretto su web, avreste con molta probabilità affrontato e risolto tutte quelle problematiche online più o meno evidenti fin da subito (ad esempio impostare un corretto form per gli ordini su misura, predisposizione di corretta immagine coordinata che esalti la natura made in Italy dei vostri prodotti e molto molto altro).

    A questo punto avreste una padronanza del settore molto molto forte, se io a questo punto desiderassi farvi concorrenza mi troverei un muro davanti che viene definito appunto gap conoscitivo dato da tutte le vostre specifiche conoscenze ed esperienze maturate, vi assicuro farvi concorrenza non sarebbe affatto facile.

  • Criticità del Business

    A questo punto andremo ad analizzare tutti gli aspetti critici della nostra idea quali ad esempio :

    • Spedizioni
      i costi per l’imballo e la spedizione giustificano il prezzo del prodotto ?
      Spedisco nel mio paese o in tutto il mondo, che burocrazia occorre per l’estero ?

      E’ consentita la spedizione del mio prodotto con semplicità in tutto il mondo (ad esempio per i generi alimentari possono esserci dei problemi).

    • Legislazione
      a quali normative devo sottostare nel mio paese ? e all’estero ?
      come devo strutturare il disclaimer per evitare problemi con i clienti post-vendita ?
    • Resi
      come verranno gestiti ?
      i costi di spedizione da e per il cliente chi li paga ? se li paga il cliente come lo percepisce ?
      Che probabilità ha di rovinarsi durante il trasporto ?
  • Analisi dei Costi

    Per questo documento ci viene utile l’utilizzo di un foglio di calcolo che, credetemi, andrà rivisto più e più volte (non si può prevedere tutto ma è bene essere dettagliati) e dovremo tenere conto dell’infrastruttura fisica oltre che della parte IT. In altre parole, ad esempio, le spese per l’affitto di un ufficio, personale, computer e periferiche (stampanti, scanner, prodotti specifici), materiale di consumo, commercialista, banca, camera di commercio, spese generiche ed imprevisti.

    Se la nostra attività, come detto nel precedente capitolo è di complemento ad un’attività sul territorio già esistente questi costi saranno limitati in quanto potrebbe esserci solo la necessità di un’adeguamento dell’attuale struttura (ad esempio acquistando PC e Servizi IT) altrimenti bisognerà considerare molte delle altre voci di spesa su menzionate.

    Nel calcolo dell’infrastruttura tecnica, oggetto più pertinente e che andremo ad analizzare più approfonditamente, bisognerà considerare i costi di hosting ,housing o VPS, l’utilizzo di una piattaforma o la creazione di un prodotto Ad-Hoc per il nostro eStore e/o la presenza su uno o più marketplace, Copywriting ed eventuali traduzioni, personalizzazione, grafica e immagine coordinata, etc.

  • Risorse Umane

    Siamo in grado di arrangiarci da soli per l’intero nostro progetto, qualora si tratta di una nicchia di mercato o comunque di una quantità limitata di prodotti potremo bastare a noi stessi altrimenti sarà importante tenere conto delle persone su cui possiamo contare e/o che comunque possiamo assumere così come le loro specifiche competenze.Torniamo per un attimo all’esempio della vendita di calzature made in Italy negli stati uniti, supponiamo conosciate l’inglese a menadito, a questo punto, con la vostra esperienza di settore, sareste in grado di produrre i testi autonomamente così come di inserire i prodotti nel vostro eShop ma avete anche il tempo di gestire gli ordini, il rapporto con i fornitori per l’approvvigionamento delle materie prime, la gestione contabile e amministrazione, spedire i pacchi, etc. certo se avete pochi modelli con poche varianti potrebbe essere possibile ma se aveste decine di modelli con decine di varianti ben presto potreste trovarvi nella necessità di qualcuno che vi aiuti, ad esempio, nell’inserimento dei prodotti sul negozio e la gestione dei contatti, la persona dovrà essere adeguatamente formata sul settore, etc.

    Se arrivano gli ordini, così come dovrà essere, è bene essere pronti fin da subito perché farsi un buon nome su web richiede molto tempo, rovinarlo con clienti insoddisfatti molto poco (esattamente come accade quando vedete feedback negativi su un commerciante di eBay, vi fidereste ?).

  • Consulenze Esterne

    Qualora non disponiamo di tutto il Know-How internamente sarà importante avvalersi di consulenti esterni che potranno venirci in aiuto nella stesura del piano di web marketing negli aspetti di grafica, ad esempio la personalizzazione dell’interfaccia front-office e nella personalizzazione del back-office.

    Sono costi da considerare nel nostro foglio di calcolo ma anche di risorse da tenere presenti e da avere a disposizione prima e durante l’avvio della nostra attività.

Con questo termino questa breve introduzione sui punti da considerare nel business plan, vi invito a surfare su web per trovare ulteriori risorse e dopo averci perso un po’ di tempo avrete un’idea chiara e ben sviscerata del vostro business e potrete trarne una valutazione finale.

INDEX



Visione dell’eCommerce

Guideline & Draft

ver. 1.0 (L1)
First Issue 01.09.2013

Comincio con il premette che le seguenti “lezioni” sono una scorcio nel mondo del business online e di tutto ciò che ne consegue, andrò quindi a fornire alcune guide linee guida e concetti che ritengo fondamentali (anche se in taluni casi oggetti di dibattito nel mondo tecnicistico) per l’avvio di un business attraverso il media web per poi affrontare argomenti in taluni casi più specialistici che spaziano in vari campi quali le piattaforme di eCommerce, l’attività SEO on page ed off page, l’analisi del mercato, gli strumenti disponibili per un’analisi statistica efficace, i marketplaces attualmente più utilizzati, criticità, etc.

Le tematiche ed i post saranno affrontati come una “serie di appunti” per poi essere revisionati e implementati secondo i feedback che mi verranno forniti sia da esperti di settore che da neofiti che richiedano ulteriori informazioni o vogliano dire la loro.

Visione dell’eCommerce

Ci sono due maniere distinte di affrontare il mondo del business online, un’ideale spartiacque risultante da un’esperienza diretta che vede da una parte chi affronta l’attività di commercio elettronico come un’estensione della propria realtà aziendale e dall’altra chi invece incentra il proprio business completamente sull’online.
La differenza risulta evidente in quanto la prima tipologia di persone non è interessata a guadagnare solo e da subito attraverso il web ma potrebbe voler approcciarsi step by step, riducendo di conseguenza le spese sia di infrastruttura che tecnologiche, in maniera graduale perché comunque lo zoccolo duro dell’attività risiede nel mercato tradizionale quindi “non vi è urgenza” di essere da subito profittevoli online.
La seconda tipologia invece, incentrando il proprio core business su web, necessità di fare dei ragionamenti diversi e “l’urgenza” di ricavarne un profitto da subito richiede uno studio e una pianificazione ben più approfonditi e mezzi economici e risorse di tempo ben differenti.
Non prendo in considerazione i grossi competitor perché esulano completamente dalle logiche sopra esposte in quanto dispongono di brand di forte richiamo e mezzi economici notevoli di conseguenza i ragionamenti che li riguardano sono di natura differente.
Le dinamiche del web seguono da vicino quelle del mercato tradizionale, anche la rete si è popolata di negozianti di piccole e ampie dimensioni, alcuni business risultano profittevoli ed altri meno proficui, taluni sopravvivono ed altri inevitabilmente falliscono. Le aspettative iniziali possono essere anche molto diverse dagli obiettivi iniziali prefissati e molte scelte accadono con il divenire dell’attività, stando sempre vigili comunque le persone in gamba con degli obiettivi realistici potranno avere delle grandi soddisfazioni.

Definizione di e-Commerce

Iniziamo con il rispondere ad una domanda, cosa si intende per eCommerce avvalendoci dell’ausilio di wikipedia :
“is a type of industry where the buying and selling of products or services is conducted over electronic systems such as the Internet and other computer networks.”
In altre parole è una tipologia di mercato dove l’acquisto e la vendita di prodotti e servizi e condotta tramite un media elettronico quale internet o altre infrastrutture informatiche.
Per estensione “elecronic system” riguarda anche altri mezzi quali TV, Televideo, Teleselling, etc. noi ci occuperemo prevalentemente dell’eccezione comune che è quella ovviamente di internet.

Per completezza rimando anche alla Comunicazione UE 97/157 capitolo 1 pagina 9 dove vi è data una definizione ulteriore e per alcuni aspetti ancor più approfondita del concetto di eCommerce

Tipologie di e-Commerce

Un breve excursus per analizzare le principali segmenti di questo mercato:

  • B2C : Business to Consumer : vendita al dettaglio
    Racchiude tutte quelle attività che si rivolgono direttamente dall’azienda all’utente finale. L’azienda può essere un negoziante anche locale, distributore o molto spesso (come accade per i grossi Brand) un produttore.
  • B2B : Business to Business : rapporto tra imprese ed imprese o imprese e professionisti
    Racchiude tutti i portali tra produttori/distributori e rivenditori con accesso riservato nonché realtà di servizio per professionisti che si avvalgono di strutture specializzate.
  • C2C : Consumer to Consumer : transazione diretta tra privati tramite un “mediatore”
    Quello che comunemente avviene su eBay, subito.it o altri marketplace dove gli utenti comprano e vendono direttamente tra loro avvalendosi esclusivamente di un’infrastruttura tecnologica di supporto.
  • C2B : Consumer to Business : acquisto da privato per attività professionale
    E’ inteso come un’acquisto da privati per un fine professionale, anche se trovo personalmente questa suddivisione superflua in quanto è un’utilizzo che si fa del bene acquistato ma tale bene può essere ottenuto sia attraverso il B2C, B2B o C2C.

Tutte queste tipologie di commercio elettronico possono svolgersi in maniera diretta o indiretta, qualora la vendita si concluda senza la necessità della consegna fisica del bene (ad esempio acquisto di un brano musicale su iTunes) si parla di eCommerce diretto, se invece occorre la spedizione del prodotto o la consegna diretta all’utente finale si parla di eCommerce indiritetto.
L’ausilio di un ‘infrastruttura esterna come mezzo per la vendita sia diretta che indiretta, attraverso una piattaforma, è una cosa molto comune in questi anni basti pensare, come già accennato, ad eBay, iTunes o le comuni App per iPhone ed Android la cui commercializzazione e resa possibile grazie ai portali messi a disposizione da Apple e Samsung.

Prima di concludere quanto detto consiglio vi indico alcune fonti che possono essere di interesse :

Creare un e-Commerce in Italia Luca Morandini

e-Commerce di Daniele Vietri e Giovanni Cappellotto
Libro eCommerce

Design ed eCommerce di Julius Wiedemann
Web design: e-commerce

Per chiunque reputi utili questi appunti e linee guide gradirei lasciasse un breve commento e mi invii i propri dati attraverso il form di contatto.

INDEX