Pensare e soppesare la propria attività su web

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Scopo dell’attività

ver. 1.1 (L2)
First Issue 02.09.2013
Last Update 23.02.2015

Spesso capita di essere presi dall’impazienza, avere un’idea che si crede di successo e, presi dalla smania della realizzazione, buttarsi a capofitto nell’impresa mettendo a budget solo quelli che sono i costi dell’infrastruttura tecnologica e dando per scontato tutto il resto… che è troppo spesso più importante della parte IT vera e propria.

Un concetto fondamentale è dato per scontato è il concetto stesso del web che è un mezzo dotato di tutte le proprie regole, meccaniche, pro e contro ma rimane sempre un tramite con cui “fare qualcosa” ma quel qualcosa deve essere ben pensato e pianificato prima di cominciare ad essere realizzato nella pratica.

Non voglio con questo scoraggiare alcuno ma semplicemente invitarlo ad un’accorta pianificazione che prevede innanzitutto una corretta progettazione ed un business plan efficace che tenga conto di tutti gli aspetti nel loro dettaglio ( un interessante modello, semplice ed essenziale per la redazione di un efficace BP è proposto da PrestaShop: eBusiness Plan Competition Guide ).

A tal fine è indispensabile definire quello che sarà l’obiettivo del progetto a medio termine, non con 1.000 parole ma con una semplice frase che definisca i capisaldi dell’idea, ad esempio :

“Proporre prodotti di calzoleria made in italy su misura a clienti statunitensi di fascia medio-alta”

Sovente capita di sentire un’infinita di parole che spiegano perché la propria idea e di successo, parlo per esperienza diretta ma soprattutto per errori fatti personalmente in cui i poveri possibili interlocutori-partner o soci del business erano sommersi da idee, concetti e “prove su prove” del perché l’idea era vincente… ma così, salvo una buona dose di euforia, non si va molto lontani.

Il vostro obiettivo dovrà anche a rispondere a due domande chiave il “Quando” e il “Quanto”, sono domande a cui si riuscirà a dare una risposta durante la stesura del business plan ma sono strettamente legate.

  • tempo che intendete dedicare al progetto in termini di risorse personali e dei vostri collaboratori e
  • budget che intendete stanziare per raggiungere il vostro obiettivo.

Molti vogliono ottenere tutto dedicato “un po’ del proprio tempo” e quasi gratis, visto che è pieno di software open source che non costano nulla.

Open source non vuol dire gratis, vuol dire solo che il codice sorgente è reso disponibile dai propri autori alla community per il libero studio e per il libero contributo di programmatori indipendenti che desiderano apportarne migliorie e modifiche (invito a leggere il link a wikipedia per informazioni più dettagliate).

Lo sviluppo di un’attività, contrariamente a questo pensiero superficiale comune, richiede molto tempo e dedizione ed anche delle risorse economiche che si, possono essere limitate (soprattutto rispetto a qualche tempo fa) se non si ha fretta ma ricordate, quello che non fate fare ad altri dovete farlo voi.

Di seguito un grafico di Colin Harman che rappresenta chiaramente, attraverso un diagramma, l’idea di quanto esposto :

colin_harman_graph

Questo non toglie che serve sicuramente entusiasmo e che la chiave del successo è nel divertirsi in ciò che si fa ma prima di partire in quarta bisogna seguire i passi che vengono insegnati nei vari corsi accademici e che comunque andrebbero svolti per qualsiasi attività sia online che offline.

Business Plan

Non è lo scopo del presente articolo spiegare come si stende questo tipo di documento, ci sono innumerevoli fonti e risorse ben più autorevoli a tal proposito, quelli che desidero trasmettere sono solo una serie di punti (in taluni casi sviscerati maggiormente più avanti) che mi sono risultati utili nello svolgersi delle mie attività e che comunque, in fin dei conti, sono solo di buon senso.

  • Mercanto di riferimento

    Nell’online in questo caso siamo abbastanza fortunati in quanto ci vengono messi a disposizione strumenti di analisi e risorse utili per capire meglio le potenzialità del mercato di riferimento.

    Il Keyword Planner di Google ci mette a disposizione una serie di ausili gratuiti, che andremmo a vedere maggiormente più avanti, permettendoci di capire quanto una determinata parola o frase viene cercata su web, il trend lungo un certo periodo di tempo e la suddivisione per aree geografiche.

    Potrebbe non bastare, potrebbero essere necessarie altre ricerche o rivolgersi ad esperti di settore (dipende dal budget ovviamente) ma questi strumenti ci permetteranno di capire fin da subito qualcosa di molto importante : se quel che vendiamo e ricercato su web e quanto.

    Un nuovo concetto si sta sviluppando in questi anni info Marketing la cui recente natura è ancora in evoluzione ma nel senso comune sta ad intendere tutte quelle informazioni ottenute attraverso un’attenta ricerca incrociata, su web, attraverso altri media e forme di baratto-conoscitivo volte ad avere quante più informazioni possibili su mercato, competitor e tendenze più o meno emergenti.

  • Analisi preliminare dei competitor

    Che il vostro mercato di riferimento sia grande o piccole e bene avere un’idea fin da subito di quali siano i vostri competitor, se ad esempio desideraste implementare un’agenzia di brokeraggio assicurativo su web potreste trovare che i vostri possibili concorrenti dispongano di spalle molto grosse e per fargli concorrenza potrebbe occorre un investimento economico troppo elevato.

    Questo vi impedirà di proseguire con la vostra idea ? no, a questo punto se i costi sono troppo alti vediamo se possiamo rivolgerci ad un sottobosco del settore magari solo al brokeraggio di assicurazioni specialistiche che richiedono più delle normali competenze per arrangiarsi e analizziamo nuovamente i vari possibili concorrenti.

    Questa analisi può proseguire per un periodo anche lungo finché non definiamo nel dettaglio i nostri punti di forza e i punti deboli degli altri.

    Potrebbe essere che si tratti di un mercato troppo difficile, troppo oneroso o la cui potenziale clientela di riferimento sia troppo scarsa ? si potrebbe essere ma anche in caso negativo avremmo vinto perché con un’analisi preliminare anche dei competitor capiremmo fin da subito se ce la possiamo fare.

  • Gap Conoscitivo

    Se desideraste fare concorrenza ad eBay potreste ? la risposta è no (se non avete almeno un budget con sette zeri) ma la dimensione dell’azienda concorrente non è l’unico motivo perché il difficile è colmare tutte quelle conoscenze maturate in anni di studio del settore di riferimento, con la pratica e con le esperienze, affrontando e risolvendo le criticità.

    Per rifarmi ad un esempio precedente, se aveste un’azienda di calzature fatte su misura con 50 anni di esperienza e desiderate implementare il vostro business online tutte gli aspetti tecnicisti del settore sarebbero già coperti dalla vostra pluriennale esperienza e, dopo qualche anno corretto su web, avreste con molta probabilità affrontato e risolto tutte quelle problematiche online più o meno evidenti fin da subito (ad esempio impostare un corretto form per gli ordini su misura, predisposizione di corretta immagine coordinata che esalti la natura made in Italy dei vostri prodotti e molto molto altro).

    A questo punto avreste una padronanza del settore molto molto forte, se io a questo punto desiderassi farvi concorrenza mi troverei un muro davanti che viene definito appunto gap conoscitivo dato da tutte le vostre specifiche conoscenze ed esperienze maturate, vi assicuro farvi concorrenza non sarebbe affatto facile.

  • Criticità del Business

    A questo punto andremo ad analizzare tutti gli aspetti critici della nostra idea quali ad esempio :

    • Spedizioni
      i costi per l’imballo e la spedizione giustificano il prezzo del prodotto ?
      Spedisco nel mio paese o in tutto il mondo, che burocrazia occorre per l’estero ?

      E’ consentita la spedizione del mio prodotto con semplicità in tutto il mondo (ad esempio per i generi alimentari possono esserci dei problemi).

    • Legislazione
      a quali normative devo sottostare nel mio paese ? e all’estero ?
      come devo strutturare il disclaimer per evitare problemi con i clienti post-vendita ?
    • Resi
      come verranno gestiti ?
      i costi di spedizione da e per il cliente chi li paga ? se li paga il cliente come lo percepisce ?
      Che probabilità ha di rovinarsi durante il trasporto ?
  • Analisi dei Costi

    Per questo documento ci viene utile l’utilizzo di un foglio di calcolo che, credetemi, andrà rivisto più e più volte (non si può prevedere tutto ma è bene essere dettagliati) e dovremo tenere conto dell’infrastruttura fisica oltre che della parte IT. In altre parole, ad esempio, le spese per l’affitto di un ufficio, personale, computer e periferiche (stampanti, scanner, prodotti specifici), materiale di consumo, commercialista, banca, camera di commercio, spese generiche ed imprevisti.

    Se la nostra attività, come detto nel precedente capitolo è di complemento ad un’attività sul territorio già esistente questi costi saranno limitati in quanto potrebbe esserci solo la necessità di un’adeguamento dell’attuale struttura (ad esempio acquistando PC e Servizi IT) altrimenti bisognerà considerare molte delle altre voci di spesa su menzionate.

    Nel calcolo dell’infrastruttura tecnica, oggetto più pertinente e che andremo ad analizzare più approfonditamente, bisognerà considerare i costi di hosting ,housing o VPS, l’utilizzo di una piattaforma o la creazione di un prodotto Ad-Hoc per il nostro eStore e/o la presenza su uno o più marketplace, Copywriting ed eventuali traduzioni, personalizzazione, grafica e immagine coordinata, etc.

  • Risorse Umane

    Siamo in grado di arrangiarci da soli per l’intero nostro progetto, qualora si tratta di una nicchia di mercato o comunque di una quantità limitata di prodotti potremo bastare a noi stessi altrimenti sarà importante tenere conto delle persone su cui possiamo contare e/o che comunque possiamo assumere così come le loro specifiche competenze.Torniamo per un attimo all’esempio della vendita di calzature made in Italy negli stati uniti, supponiamo conosciate l’inglese a menadito, a questo punto, con la vostra esperienza di settore, sareste in grado di produrre i testi autonomamente così come di inserire i prodotti nel vostro eShop ma avete anche il tempo di gestire gli ordini, il rapporto con i fornitori per l’approvvigionamento delle materie prime, la gestione contabile e amministrazione, spedire i pacchi, etc. certo se avete pochi modelli con poche varianti potrebbe essere possibile ma se aveste decine di modelli con decine di varianti ben presto potreste trovarvi nella necessità di qualcuno che vi aiuti, ad esempio, nell’inserimento dei prodotti sul negozio e la gestione dei contatti, la persona dovrà essere adeguatamente formata sul settore, etc.

    Se arrivano gli ordini, così come dovrà essere, è bene essere pronti fin da subito perché farsi un buon nome su web richiede molto tempo, rovinarlo con clienti insoddisfatti molto poco (esattamente come accade quando vedete feedback negativi su un commerciante di eBay, vi fidereste ?).

  • Consulenze Esterne

    Qualora non disponiamo di tutto il Know-How internamente sarà importante avvalersi di consulenti esterni che potranno venirci in aiuto nella stesura del piano di web marketing negli aspetti di grafica, ad esempio la personalizzazione dell’interfaccia front-office e nella personalizzazione del back-office.

    Sono costi da considerare nel nostro foglio di calcolo ma anche di risorse da tenere presenti e da avere a disposizione prima e durante l’avvio della nostra attività.

Con questo termino questa breve introduzione sui punti da considerare nel business plan, vi invito a surfare su web per trovare ulteriori risorse e dopo averci perso un po’ di tempo avrete un’idea chiara e ben sviscerata del vostro business e potrete trarne una valutazione finale.

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