Piattaforma open-source, dedicata o marketplace

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Cosa scegliere

ver. 1.1 (L6)
First Issue 03.09.2013 ; Last Update 15.09.2013

Esistono 3 possibilità per l’implementazione di un eCommerce :

  • Piattaforma software dedicata
    Ne parlo per prima perché non è oggetto del presente post approfondirla nel dettaglio.
    Si tratta della realizzazione del software dalla A alla Z tramite una software house o creando un’infrastruttura con dei programmatori interni.
    E’ la scelta adottata da grossi brand e da realtà di mercato di ampie dimensioni e consente sicuramente un livello di personalizzazione molto avanzato con un’adattabilità continua in quanto l’ausilio di risorse interne (o esterne di alto livello) permette di rispondere alle esigenze mutevoli in tempi estremamente rapidi.
    Il contro è il costo, una piattaforma dedicata per un negozio che desidera una presenza di mercato e con delle pretese medie può costare decine di migliaia di euro nella fase iniziale, si tratta quindi di una soluzione per competitor di medio-alto livello o che comunque dispongano già di una presenza su web da tempo e di successo e desiderino andare oltre.
    Personalmente ritengo che questa soluzione disponga anche di un risvolto negativo e cioè la mancanza di una community di supporto, se ci pensate un sistema operativo come linux o un open software come wordpress si sono evoluti e migliorati di molto proprio grazie ad una comunità di migliaia di persone che ha dato il proprio contributo nell’arco degli anni.
    Questo contributo ha permesso di creare prodotti di altissimo livello e affidabilità, con un livello di personalizzazione avanzato e soprattutto con una correzione di bug e di security patch continua, un software dedicato questo non lo permette perché le risorse interne sono ovviamente limitate, per questo società di alto livello come ad esempio Hermes, The North Face o Nike hanno scelto soluzioni basate su piattaforme open source ovviamente stra-personalizzate ed ottimizzate.
  • Piattaforma open source
    Le scelte sono innumerevoli, alcuni sono più o meno leader di settore, altri più o meno facilmente configurabili e gestibili.
    Sicuramente i due nomi più blasonati sono Magento e Prestashop ma all’interno di questo insieme ve ne sono molti altri, più in basso nel post segue una breve lista delle scelte ad oggi più comuni ed affidabili con un breve excursus su quelli che a mio avviso sono pregi e difetti.
    Il vantaggio di questo tipo di scelta risiede nei vantaggi propri dell’open source su menzionato nonché nella gratuità stessa del prodotto che come costi ha unicamente quelli di personalizzazione tecnica, grafica e di alcuni moduli dedicati che presentano un costo se utilizzati, si parla comunque di cifre che possono essere anche di sole qualche centinaia di euro se “ci si arrangia” o comunque di poche miglia se il lavoro deve farlo un’azienda specializzata o un freelance.
    Il livello tecnico di personalizzazione del prodotto non raggiunge certamente quello del software dedicato ma comunque è di notevole livello e, lavorando su grafica e template si riesce a realizzare prodotti esteticamente di altissimo profilo.
    A livelli molto elevati piattaforme, ad esempio, come Magento presentano dei costi anche a livello di licensing, parliamo di realtà molto grandi e con importanti esigenze, per una visione di quanto detto rimando al seguente link dove questa importante azienda propone soluzioni enterprise.
  • Piattaforme non open source
    Un breve accenno e bene farlo anche per quelle soluzioni che, pur essendo disponibili in commercio in versione “pacchettizzata” e personalizzabile non sono però open-source.
    Questo avviene per prodotti di società più o meno grandi che, in taluni casi, predisponendo un prodotto per un cliente specifico sfruttano le conoscenze e la struttura realizzata per proporre poi un prodotto successivamente evoluto con prerogative adatte ad un pubblico ampio e più o meno eterogeneo.
    Un esempio di questo tipo di soluzioni lo troviamo in Shopify e Bigcommerce per molte di queste soluzioni è disponibile una versione Free trial dando così la possibilità ai clienti di testare se la soluzione è adeguata per le loro esigenze.
  • Marketplace
    Una soluzione ancora più semplice ed economica risiede nell’utilizzo dei vari marketplace messi a disposizione da eBay.it, Amazon.it, Rakuten.com, Alibaba.com o Yahoo Auction per il mercato giapponese, solo per citare i principali protagonisti a livello mondiale (ma esistono soluzioni anche a livello locale paese per paese, per l’italia basti ricordare subito.it).
    Questa scelta comporta vantaggi e svantaggi, il vantaggio evidente è che il costo di implementazione è irrisorio o quasi (si potrebbe optare per farsi creare un negozio esteticamente personalizzato su eBay od Amazon e questo può comportare un costo anche se limitato), un’ulteriore grosso vantaggio e che sono canali già utilizzati per la ricerca di prodotti quindi i vostri articoli saranno molto più facilmente trovabili dall’utente finale.
    Svantaggio e che si entra a far parte di un bazar dove una delle regole vincenti e quella del prezzo piuttosto che del servizio che comunque deve essere efficiente, la concorrenza risulta alta e in taluni siti prodotti particolarmente professionali o costosi non trovano il giusto mercato.
    Bisogna inoltre sottostare ad un insieme di regole di condotta dettate dal marketplace che possono essere conflittuali con alcune vostre iniziative di business (eBay ad esempio non consente link esterni sui propri annunci) e ci sono costi da sostenere che non sono per niente indifferenti arrivando a pagare commissioni sulle vendite tra il 10% ed il 20%.
    Se l’idea è inoltre quella di creare nel tempo un brand, una piattaforma esterna risulta spersonalizzante.
    Una soluzione adottata da molti e che consiglio in una fase di start-up è quella di affiancare al normale eShop anche uno o più marketplace magari con una scelta limita di prodotti, questo consentirà di avere una visibilità fin da subito online e di vendere, senza dover aspettare che l’attività SEO raggiunga la maturità, nonché di fare una certa esperienza con il mercato online e può essere anche un ottimo strumento per un’analisi preliminare statistica sulla ricerca dei prodotti da voi proposti su web (non è detto che il canale scelto sia per forza il più giusto ma un’idea di massima ce la si può fare).
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